Gibellina, laboratorio aperto

Visioni e pratiche per il futuro del Belìce

A Gibellina, Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, si è svolta una giornata di visita e approfondimento promossa da QuattroPuntoZero, insieme ad alcuni rappresentanti delle fondazioni filantropiche che sostengono il progetto. Un’occasione di attraversamento del territorio del Belìce, pensata per condividere visioni, pratiche e prospettive legate al programma “Belìce Futuro – Scuola Diffusa dell’Arte Contemporanea”.

La visita ha coinvolto l’equipe di QuattroPuntoZero – con Aloisa Moncada, Maurizio Giambalvo e Simone Lucido – insieme al direttore artistico Andrea Cusumano e al presidente del CRESM Alessandro La Grassa. Il percorso si è sviluppato tra le principali architetture e i luoghi simbolo di Gibellina, in dialogo con le mostre e le attività culturali che in questi mesi stanno animando la città.

Più che una semplice esplorazione dei luoghi, la giornata ha assunto la forma di un racconto condiviso del territorio: Gibellina è stata osservata non solo nella sua configurazione attuale, ma soprattutto nelle sue possibilità future. In questo quadro sono stati presentati anche gli spazi coinvolti nel workshop di QuattroPuntoZero condotto da Zeno Franchini, dedicato alla sperimentazione progettuale su ambienti esistenti e alla ricerca di soluzioni leggere e accessibili per trasformarli in luoghi di produzione culturale e residenza creativa.

A partire da queste prime iniziative è possibile pensare un programma che guarda a un Belìce proiettato nel futuro e a un più ampio progetto di formazione e ricerca che fa di Gibellina un laboratorio diffuso: dal Complesso Gesù e Maria, con i suoi studi d’artista, a Palazzo di Lorenzo, fino agli spazi del MAC e ai luoghi destinati alle attività performative e site-specific. Un sistema connesso che mette in relazione formazione, produzione artistica e territorio.

La giornata ha rappresentato anche un momento di confronto tra i partner istituzionali e culturali coinvolti, con particolare attenzione alle progettualità in corso e alle possibili traiettorie di sviluppo della Scuola Diffusa, in collaborazione con GAL Valle del Belìce e CRESM. Un dialogo che conferma la natura del progetto come infrastruttura culturale e formativa radicata nel territorio ma aperta a reti nazionali e internazionali.

Più che una visita istituzionale, un’esperienza immersiva: uno sguardo collettivo su un territorio in trasformazione, dove architettura, arte e progettazione si intrecciano per immaginare nuove forme di abitare e produrre cultura.

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