ARTIGIANo DEL MESE - franco rizzo

Stupor Mundi: il mestiere del ceramista tra esperienza, pratica e sperimentazione

Ci sono mestieri che si imparano prima ancora di scegliere di farne una professione. È quello che è successo a Franco Rizzo, cresciuto in una famiglia dove il lavoro manuale faceva parte della quotidianità. Il padre fabbro, una casa con un grande giardino e tanti lavori da fare gli hanno permesso di sviluppare fin da bambino una naturale predisposizione per la manualità, accompagnata da una passione per l’arte che lo ha portato a frequentare l’Istituto d’Arte e ad avvicinarsi inizialmente alla pittura.

L’incontro con la ceramica arriva quasi per caso, attraverso un’opportunità di lavoro in una fabbrica. È lì che scopre il tornio e, soprattutto, il gesto del torniante: partire da una materia informe e trasformarla progressivamente in qualcosa di unico. «Mi affascinava vedere come, partendo da nulla, si creavano queste forme. Pensavo: io voglio imparare questo mestiere».

Cerca, quindi, presto un modo per avvicinarsi al tornio. Il proprietario della fabbrica gli propone di fermarsi un’ora dopo il lavoro per fare pratica. Un’ora che, però, per lui non è abbastanza. La voglia di imparare lo porta a chiedere al padre di costruirgli un tornio da utilizzare anche a casa, così da poter continuare ad esercitarsi.

È attraverso questa pratica quotidiana che il lavoro comincia a diventare un mestiere. Quando il torniante della fabbrica lascia il posto, il proprietario decide di investire su di lui, affidandogli progressivamente responsabilità sempre maggiori. «Mi sono sentito un po’ investito da una cosa troppo grande», racconta. Ma quelle responsabilità diventano anche l’occasione per crescere: otto ore al giorno di pratica, nuove forme, fino a trasformare la ceramica nella sua professione.

Dopo un’esperienza in Spagna e il rientro in Sicilia, arriva il momento di provare a costruire qualcosa di proprio. Stupor Mundi nasce con un piccolo forno e un magazzino di appena dieci metri quadrati, con le prime sperimentazioni e i primi oggetti.

Inizia a visitare i negozi, mostrando le proprie creazioni e cercando di capire cosa potesse interessare ai clienti. «Piano piano ho iniziato a instaurare buoni rapporti con le persone. Rapporti che durano ancora oggi».

L’incontro con QuattroPuntoZero avviene mentre cerca una nuova figura da inserire nel laboratorio. Attraverso un annuncio per la ricerca di una decoratrice, riceve il curriculum di una candidata che aveva frequentato un corso di ceramica presso QuattroPuntoZero. «Mi ha incuriosito scoprire che c’era una realtà che organizzava dei corsi di formazione per dare ai giovani l’opportunità di inserirsi in un mestiere che oggi ha molto valore». Da qui nasce il desiderio di costruire una collaborazione, mettendo a disposizione la propria esperienza e contribuendo alla trasmissione di un sapere che lui stesso ha imparato soprattutto attraverso la pratica.

Il suo percorso racconta così una delle caratteristiche più concrete del lavoro artigiano: la conoscenza passa attraverso il fare, attraverso il tempo dedicato alla pratica e attraverso la possibilità di imparare da chi quel mestiere lo svolge ogni giorno. Un sapere che nasce in bottega, ma che può continuare a crescere quando incontra nuove persone e nuove occasioni di formazione.

Segui il lavoro di Stupor Mundi!

 

 

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