ARTIGIANO DEL MESE - Roberto Intorre
ARTIGIANO DEL MESE – Roberto Intorre
Quando la materia viva si fa gioiello: l’architettura del gioiello come identità viva
Se esiste un orafo artigiano che ha saputo trasformare la sicilianità in linguaggio artistico, questo è Roberto Intorre. Nel suo storico shop di via Bara all’Olivella, che a inizio 2026 è pronto a lasciare per la nuova sede di via Paolo Paternostro 86, laboratorio ed esposizione hanno convissuto in un luogo unico, vivo e pulsante, espressione di una ricerca continua fatta di materiali sostenibili, forme simboliche, colori e tradizioni che diventano gioiello.
Orafo informale, architetto di formazione, ma artigiano per scelta, Intorre orienta presto la sua ricerca verso una vera e propria “architettura del gioiello”, ispirata alla Sicilia nelle sue molteplici declinazioni. I suoi lavori, interamente realizzati a mano, parlano di identità, memoria, contraddizioni e bellezza, con un carattere profondamente personale e siciliano. Pensati per armonizzarsi con la personalità di chi li indossa, i gioielli ne diventano tratto identitario. Autodidatta per vocazione, la sua è una vera e propria fede: un’analisi e una sintesi inarrestabili che inseguono il carattere, la nobiltà e il potere dei metalli. Per Intorre, l’oreficeria non è un bene superfluo, ma una forma d’arte indispensabile: “Un gioiello – spiega – si sceglie perché racconta qualcosa, è un microcosmo che contiene un macrocosmo”. In un tempo in cui il virtuale sembra prevalere, il gioiello torna a essere spazio di riflessione, memoria e umanità: “L’oreficeria nasce dal bisogno dell’uomo di comunicare il proprio sé non solo attraverso le parole. Non tutto è dicibile, per il resto, per fortuna, c’è l’arte”.
Da qui nasce anche l’importanza della formazione. Nel corso degli anni, Intorre ha sentito l’esigenza di creare nel suo laboratorio uno spazio dedicato a chi desidera apprendere le tecniche orafe, dando vita a uno scambio continuo di saperi, idee e progetti. Nella nuova sede di questo percorso continuerà e si rafforzerà: workshop, scambi culturali come Erasmus, tirocini formativi sono strumenti fondamentali per preservare l’arte orafa.
Il futuro guarda anche alla sostenibilità e al recupero delle tecniche antiche a impatto ambientale zero, come il lavoro con le trame del ficodindia e la fusione in osso di seppia. Un progetto in divenire che mira a creare una comunità di artisti e a rendere l’oreficeria “contagiosa”, aprendola ad altre discipline: “La condivisione è una parte fondamentale della creazione, perché ogni cultura è fatta di ciò che è in potenza, ma anche della sua memoria”.
Un percorso che unisce passato e futuro, tecnica e pensiero, natura e identità, restituendo al gioiello il suo valore più profondo.
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