ARTIGIANA DEL MESE - Sonia priulla
La committenza come spazio creativo: la cianotipia tra natura, patrimonio e mercato
C’è un momento preciso in cui un percorso artigianale cambia passo: quando l’ispirazione incontra una richiesta concreta, quando un’idea smette di essere soltanto personale e diventa un oggetto che può abitare uno spazio reale, essere scelto, acquistato, vissuto. È esattamente in questo passaggio che si colloca il lavoro di Sonia Priulla, artigiana e decoratrice palermitana che ha trovato nella cianotipia una forma espressiva riconoscibile, e nella committenza uno strumento fondamentale per strutturare e ampliare la propria produzione.
Sonia racconta di essere diventata artigiana dopo un percorso in Accademia e un momento di interruzione lavorativa che l’ha portata a ricostruire la propria attività. Inizialmente la cianotipia era per lei un linguaggio applicato soprattutto a tessuti e carte, poi trasformato in accessori, bijoux e piccole creazioni.
La svolta arriva con la committenza sviluppata all’interno di QuattroPuntoZero, grazie al lavoro condiviso con Wonderful Italy.
Sonia ha infatti lavorato alla prototipazione di una serie di cianotipie incorniciate, progettate come elementi d’arredo capaci di raccontare Palermo. Le opere verranno collocate in case vacanze e locazioni turistiche gestite da Wonderful Italy e successivamente inserite nel catalogo di QuattroPuntoZero: un modo concreto per testare la produzione e inserirla in un contesto di mercato.
Tra le serie sviluppate c’è quella dedicata al Liberty, con stampe fotografiche del Villino Florio: Sonia non lavora sull’immagine “cartolina”, ma su frammenti e particolari architettonici, sulle decorazioni e sulle linee, restituendo un modo diverso di guardare un luogo noto. Accanto a questo, una serie dedicata alla natura, tra stampe e ricami, in cui l’intervento manuale entra nell’opera come elemento narrativo.
Il progetto include anche una linea dedicata alle sculture sacre, con dettagli estrapolati da opere presenti in chiese e oratori, come l’Oratorio di San Lorenzo. Anche qui Sonia lavora per sottrazione: togliere l’opera dal suo contesto originario per proporne una lettura nuova, più contemporanea. E infine, un lavoro sulle mani, elemento simbolico e profondamente legato al fare artigiano: un archivio costruito osservando e raccogliendo immagini di mani scolpite e rappresentate in vari luoghi di Palermo. Da non perdere quelle sul Trionfo della Morte, custodito a Palazzo Abatellis.
Il risultato è un corpus coerente, che dimostra come la committenza possa diventare un’occasione concreta di crescita: non limitare la creatività, ma darle struttura. Non ridurre l’identità dell’artigiano, ma renderla leggibile, spendibile e riconoscibile in un mercato reale.
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