ARTIGIANA DEL MESE - ROSA sorci

Il restauro come pratica viva: tra manualità, formazione e nuove opportunità

Per Rosa il restauro non nasce da una scelta precisa, ma da una predisposizione naturale. “Ho sempre avuto la mania di aggiustare, di sistemare, di riutilizzare oggetti”, racconta. Un’attitudine che nel tempo si è trasformata in lavoro, anche attraversando pause e cambiamenti, fino a ritrovare oggi una nuova direzione.

Dopo un primo corso di restauro nei primi anni Duemila, il percorso di Rosa Sorci si sviluppa soprattutto in modo autonomo. Il lavoro sul legno, in particolare, arriva da una pratica quotidiana fatta di tentativi, studio e osservazione. “Più esperienza faccio e più imparo”, spiega, sottolineando come ogni intervento diventi occasione per acquisire nuove competenze.

Un momento di svolta arriva con l’incontro con QuattroPuntoZero. Attraverso un corso dedicato al Recupero di Facciate e Affreschi, Rosa entra in contatto con tecniche e materiali che non aveva ancora approfondito. Da lì inizia un percorso formativo articolato, che la porta a partecipare a diversi moduli: dal recupero delle facciate storiche, al corso di decorazione per esterni, dalla lavorazione della pietra alla doratura, fino a artigianato e imprenditoria, laboratorio dedicato all’avvio di imprese artigiane. Un insieme di esperienze che non solo amplia le sue competenze tecniche, ma introduce anche nuovi metodi di lavoro e nuove possibilità di applicazione.

Le competenze acquisite trovano subito applicazione: il recupero di una casa dei primi del Novecento a Porticello. Un intervento che segna un passaggio importante, perché consente di mettere in pratica le tecniche apprese e di affrontare lavorazioni più complesse. Da questa esperienza nascono anche nuove opportunità, con richieste simili che si susseguono nel tempo.

Nell’ambito di QuattroPuntoZero, Rosa ha lavorato anche su una committenza specifica: il recupero di un tavolo d’epoca situato in un elegante appartamento turistico gestito da Wonderful Italy nel centro di Palermo, scelto per il perfetto equilibrio tra scelte di design contemporaneo e arredi d’epoca che raccontano e valorizzano il patrimonio artigianale locale. L’intervento ha previsto la rimozione completa delle vecchie finiture, il trattamento del legno, la reintegrazione delle parti danneggiate e una nuova verniciatura a tampone, realizzata interamente a mano con gommalacca. Una tecnica tradizionale che restituisce profondità e calore al mobile.

Il percorso di Rosa mostra come le competenze nel settore possano svilupparsi anche senza seguire i percorsi tradizionali, attraverso una combinazione di pratica autonoma e formazione mirata. Un lavoro che continua a evolversi, mantenendo al centro la manualità e la capacità di adattarsi a contesti diversi, senza perdere il rapporto diretto con la materia e con l’eredità culturale incarnata nel patrimonio storico artistico.

 

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